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WU WEI: cos’è e a cosa serve

Wu Wei, concetto fondamentale dell’antica filosofia cinese, elaborato da Lao Tzu, rappresenta uno dei temi principali del Tao Te Ching, il libro di Lao Tzu. L’idea principale del wu wei, descritta nel Tao Te Ching, è la naturalezza delle azioni. Naturalezza nel senso di wu wei appunto, ovvero di non azione o di azione senza sforzo.

Il significato di wu wei non è precisamente il non compiere azioni, in realtà ha un significato più profondo. Possiamo tradurlo come non compiere azioni innaturali, non agire contro il corso naturale delle cose e quindi compiere azioni senza sforzo, non premeditate, quindi rette e spontanee.

Wu wei significa spontaneità, mantenere il normale corso naturale delle cose e permettere loro di cambiare e modificarsi spontaneamente. Significa non forzare le cose impedendone il loro naturale sviluppo.

“Quando arrivi alla non azione o all’azione naturale nulla sarà lasciato incompiuto”.

Se smetti di agire e inizi a comportarti in modo spontaneo, nulla sarà lasciato incompiuto. La natura provvederà a mantenere il normale ritmo naturale delle cose.

Wu wei: cos'è e a cosa serve

LA VIA DI MEZZO

Al giorno d’oggi la maggior parte delle persone è sottoposta a grandi quantità di stress. Siamo sempre super impegnati, abbiamo mille cose da fare e molto spesso finiamo per trascurare le cose più banali ma che magari possono essere anche le più importanti, come dedicare un po’ di tempo a noi stessi, passare alcune ore con la nostra famiglia in tranquillità, fare una passeggiata in un parco apprezzando il momento presente.

Ritagliare alcuni momenti della giornata per dedicarli a noi stessi o per semplicemente non fare nulla è diventato impensabile. Cerchiamo sempre di essere occupati e così ci illudiamo di essere felici. Siamo troppo concentrati su una sola parte della Via Di Mezzo, ovvero quella bianca dello Yang. Ricerchiamo la felicità solo fuori di noi e così facendo finiamo per essere infelici e cadere nello Yin. Possiamo trovare un modo per tornare nello Yang ma durerà per poco. La nostra esistenza sarà un costante vagare tra le due parti invece che accettarle entrambe e percorrere la Via di Mezzo.

Come abbiamo descritto nell’articolo sullo Yin Yang (vai all’articolo) dovremmo ricercare questa Via di mezzo, trovare un equilibrio e non passare da un estremo all’altro ripetutamente e senza controllo. Gli estremi non possono durare per molto tempo.

L’IGNORANZA

Secondo il Buddismo, l’ignoranza è uno degli aspetti che porta alla sofferenza. Ignoranza intesa come non conoscenza, in particolar modo di noi stessi, ma anche, e soprattutto, nel senso di ignorare le cose e impedirne quindi il loro corso naturale.

Più ignoriamo noi stessi, più agiamo in maniera non spontanea, ignorando il normale ciclo naturale delle cose, e più diventiamo sofferenti. Più ignoriamo il wu wei, più tendiamo a fare tante cose contemporaneamente e più la qualità di ogni nostra azione diminuisce. Lo stress aumenta e quindi inevitabilmente la sofferenza si alza.

MULTITASKING: il nemico del wu wei

Negli ultimi anni siamo diventati vittime del multitasking, non riusciamo a fare una sola cosa alla volta. Anche mangiare è diventata un’azione che non riusciamo a fare singolarmente. Mentre mangiamo guardiamo la tv, leggiamo, rispondiamo alle e-mail, facciamo così tante cose che non ci rendiamo nemmeno conto di quel che mangiamo e finiamo per non sentirci appagati e quindi ad aumentare la frustrazione.

Il multitasking non fa che diminuire l’attenzione che poniamo su ogni singola attività, diminuendone la qualità e quindi non fa che aumentare la sofferenza. Non ci fa godere del momento presente.

Ci potremmo domandare il perché del multitasking, com’è nato? Il problema è che vogliamo ottenere tutto subito. Abbiamo la fretta di ottenere subito risultati e ci convinciamo che, se sfruttiamo al massimo il tempo, diminuendo i tempi morti e svolgendo più attività nello stesso momento, potremo ottenere più facilmente e velocemente quegli obiettivi.

Ignoriamo come ci sentiamo, o se lo notiamo non gli diamo peso. Smettiamo di ascoltarci fino al momento in cui lo stress raggiunge livelli così elevati da costringerci a fermarci.

“L’importante è non sprecare prematuramente la propria energia nel tentativo di ottenere con la forza qualcosa per cui i tempi non sono ancora maturi”.

PRATICARE IL WU WEI PER RALLENTARE

Dobbiamo rallentare, e per farlo è necessario agire in modo spontaneo. La maggior parte delle persone che agisce in modo spontaneo e con lentezza, senza agitazione di ottenere tutto subito, risulta sempre più serena e calma. È qui che entra in gioco il wu wei. Se il nostro obiettivo è ridurre la nostra sofferenza, dobbiamo premere il pedale del freno. Concentrarci su una singola attività alla volta.

COME INIZIARE A PRATICARE IL WU WEI

Come primo step, dobbiamo riconoscere che stiamo correndo troppo. Ormai non prestiamo più attenzione a ciò che facciamo. Siamo sovrastati dalla cose da fare e la sensazione di appagamento al termine di ogni attività è molto inferiore. Stiamo scappando dal wu wei, lo evitiamo come la peste e in questo modo crediamo di essere felici.

Una volta stabilito che stiamo correndo troppo e che non è più sostenibile, dobbiamo fermarci. Prenderci un po’ di tempo per noi durante la giornata ed essere presenti per noi stessi. Smettere di ignorarci. Compiere azioni spontanee, senza un secondo fine o semplicemente non agire. Non fare niente. Semplicmente esserci.

Come ultimo punto dobbiamo ricominciare ad agire in modo spontaneo e attento al momento presente. Esserci in ogni istante, apprezzare ogni momento della nostra giornata per quello che è. Come farlo? Intanto iniziando a fare un’attività alla volta. Quando mangiamo, mangiamo. Quando leggiamo, leggiamo. Quando stiamo al telefono, stiamo al telefono. Quando rispondiamo alle email, rispondiamo alle email. Capisco che può essere complicato però, se ci riusciamo, daremo molta più importanza ad ogni singola attività. Se inizialmente non riusciamo a portare questo comportamento durante tutta la giornata, possiamo iniziare a praticarlo solo in determinate attività. Ad esempio solo quando mangiamo, quando leggiamo o quando guardiamo la televisione. Stacchiamoci da ogni possibile distrazione e godiamoci il momento presente.

Quanto dobbiamo fermarci? Dipende da noi, da quanto ne abbiamo bisogno e da quanto spesso ne abbiamo bisogno. Possono essere 20 minuti come un’ora al giorno, come 5 minuti al giorno. Fermiamoci e dedichiamo del tempo a noi stessi. Se permettiamo il flusso naturale delle cose, ripartiremo ad agire senza forzature e senza premeditazione, ma in maniera spontanea.

Come diceva Bruce Lee:

“La non azione non significa nessuna azione. Significa nessun’azione che comporti un’opposizione. La non azione è un azione retta, significa non opporsi, né cedere. Significa diventare flessibili come una canna al vento”

I VANTAGGI DEL WU WEI

Fermarsi ha un duplice scopo. Primo, quello di ridurre il nostro stress che ci portavamo da settimane o mesi e farci apprezzare il momento presente, il qui e ora, cercando di apprezzare ogni singola attività al massimo.

Il secondo scopo è quello di ricreare uno stato mentale libero. Ricreare una mente calma, una mente vuota da preoccupazioni e distrazioni, una mente libera da preconcetti o da giudizi. Una mente libera dal dualismo in cui la realtà è vista come due opposti. Poitivo o negativo, lavorare tanto o non lavorare, agire o non agire.

Una mente libera dal dualismo è una mente più sicura. Una mente più sicura è una mente più lucida e meno sofferente. Diventare come l’acqua che agisce in maniera spontanea e naturale. Questo è il wu wei. Agire in modo spontaneo, non premeditato, senza forzare la natura delle nostre azioni, permettendo il normale flusso delle cose nella nostra esistenza.

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