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Perdere la fiducia in noi stessi

Spesso ci sentiamo non all’altezza delle situazioni, non in grado di riuscire nelle cose e lontani rispetto a ciò che vorremmo realmente. Ci sentiamo persi e iniziamo a perdere la fiducia in noi stessi. 

Molto spesso, la causa di questi pensieri è la sottovalutazione di noi stessi. Abbiamo paura di pensare che potremmo non riuscirci. Temiamo gli errori, non tolleriamo la possibilità di fallire.  

Perdere la fiducia in noi stessi

Perdere la fiducia in noi stessi: chi ne è più colpito 

Spesso questi sentimenti, nascosti dai più giovani, si riscontrano nelle persone in su d’età.  

Gli anziani spesso si sentono “indietro” o non all’altezza. Non è raro ascoltare nelle parole di un nonno o di una nonna, il rammarico di non aver avuto la possibilità di studiare o l’imbarazzo di non essere al “passo con i tempi”. Si sentono soli. Ignoranti. Lasciati indietro in un mondo che non riescono a comprendere.  

Oltre ai non più giovani, anche chi è nel pieno dei suoi anni può essere travolto da questo vortice di insicurezze e avversione all’errore.  

Ragazzi e ragazze che rinunciano prima di cominciare, che non si buttano, che non riescono ad uscire dalla loro zona di comfort perché sentono il peso del giudizio del mondo. Le cause di questi comportamenti sono anche da imputare ai social, riflesso della società, e alla malsana ossessione per il successo. Oggi si va a duemila, bisogna saper fare tutto o si viene tagliati fuori dai contesti sociali. È facile sentirsi Alieni in un mondo così frenetico, così vario.  

Perdere la fiducia in noi stessi

Fear of missing out 

L’errore è pensare di dover essere all’altezza, di doversi giustificare, di appartenere ad uno standard, ad una comunità o ad un gruppo. L’ansia di sentirsi parte di qualcosa, alimentata, come detto precedentemente, anche dalle paure moderne (“Fear of missing out”, in italiano: paura di essere tagliati fuori) ci fa credere che ogni cosa sia irraggiungibile e lontana. La competizione che ormai caratterizza qualsiasi ambito della nostra vita ci costringe a correre in continuazione, a cercare di mantenere una linea, un “profilo” che sia il più possibile fedele agli ossessivi input del mondo e a quello che gli altri proiettano su di noi.  

L’antidoto è “essere e fare solo ciò che si ha voglia di fare”.  

Capiremo che le cose non sono così impossibili come crediamo, anzi, ci renderemo conto che è più complesso essere sé stessi invece di cercare di vivere la vita di qualcun altro. Dobbiamo essere fieri delle nostre origini, del nostro retaggio e delle persone che siamo. Dobbiamo rivendicare con orgoglio le nostre scelte e non giustificarci di ciò che è la nostra vita. Appartenere a sé stessi. Rischiare di farsi sorprendere e conoscersi ogni giorno a tutti i costi. 

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